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Incredibile ma vero!!! gli Hacker entrano in politica, per modificare legalmente e concettualmente il copyright e, più in generale, il diritto d’autore.
Già in Svezia un partito hacker denominato Piratpartiet, si è piazzato alle europee con un notevole 7,1%, in Italia si è formato qualcosa di simile ma in maniera più deludente, il partito pirata ha sede a Trento e dal 19/06/2009 fino a domenica a Milano sarà presente l’Hackmeeting, un appuntamento annuale dove si riuniscono appassionati di informatica provenienti da tutta Italia e dall’estero, in particolar modo attivisti delle libertà digitali.

Un black hat (altrimenti chiamato cracker) è un hacker malintenzionato o con intenti criminali. Questo termine è spesso utilizzato nel campo della sicurezza informatica e dai programmatori per indicare una persona dalle grandi capacità informatiche, ma con fini illeciti. Questo termine deriva dal sostantivo di significato opposto white hat hacker.
Questo è ciò che Wikipedia ci dice sui Black Hat (si, mi piace iniziare con una citazione) oggi vi voglio proporre un ebook gratuito che in poche pagine fa ben capire come si può applicare il concetto di Black Hat al SEO, e scalare le serp in modo non del tutto leale, ma come si dice, la guerra è guerra
In questo ebook di Seodart e Blackhatseodraw troverete 22 capitoli quali : “Uccidere il blog del tuo avversario” o “Diffamalo”. In fondo se volete essere i primi nelle serp gli altri vi dovranno stare dietro per forza, buon divertimento!
Scarica – Appunti di un Black Hat

Ho pensato ad una simpatica iniziativa, incorporando grazie al plugin Nexten Gallery le migliori immagini che in qualche modo fanno ridere riferite al mondo dell’informatica e dei geek, ecco a voi la Gallery Humor Geek, se volete proporre qualche immagine, potete farlo con i commenti!

Salve a tutti, oggi vi voglio mostrare un software molto utile per chi ha anziani a casa o semplicemente è negato/inesperto col computer e l’informatica, si chiama Eldy, ed è un progetto freeware della omonima associazione, nata per diminuire il digital divide che coinvolge purtroppo troppe fasce di popolazione



